ago 29 2014

La settimana consiliare dall’1 al 5 settembre, e 8 settembre 2014

Controllate anche nella colonna di destra, i link al sito del Comune.

Riprende l’attività del Consiglio comunale. Settimana solo di commissioni.

 

 

 

 

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ago 06 2014

Da Roma: il Ministero “toppa” la pubblicità?

(a cura del Gruppo Consiliare)

E’ notizia recente che sia stato trasmesso un video televisivo sulla violenza sulle donne, che ha suscitato molta reazione da parte delle associazioni a tutela delle donne, in particolare di “Se non ora quando” di Genova, per il contenuto sbagliato che porterebbe una donna vittima di violenza, attraverso un discutibile percorso che esclude i centri antiviolenza, ad aprire la porta al proprio aggressore.

Pubblichiamo qui il testo dell’interrogazione parlamentare in Senato, a prima firma la nostra senatrice Cristina De Pietro, che chiede al Governo dati economici sulla realizzazione del video e di ritirarlo dalla visione televisiva.

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02582


Atto n. 4-02582

Pubblicato il 31 luglio 2014, nella seduta n. 296

DE PIETRO
CAPPELLETTIBLUNDOSIMEONIPUGLIAMORONESEDONNOTAVERNASERRAMASTRANGELI,
GAMBAROBIGNAMIRICCHIUTIASTORRE

Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’interno.

Premesso che:

il fenomeno della violenza sulle donne risulta di preoccupante rilievo e gravità: in Italia si stima che 6.743.000 donne, tra i 16 e i 70 anni, siano vittime di abusi fisici o sessuali e circa un milione abbia subito stupri o tentati stupri (dati dell’Organizzazione mondiale della sanità);

secondo i recenti dati dell’Osservatorio di “Telefono Rosa”, la violenza sulle donne è un fenomeno in crescita e solo nel 2013 sono state massacrate 128 donne;

gli autori dei delitti sono principalmente mariti, compagni, figli, fratelli o nipoti. Nel 58 per cento dei casi, infatti, gli abusi, che siano di tipo fisico, psicologico o economico, si consumano nel corso di una relazione affettiva (fidanzamento, matrimonio, convivenza) e nel 24 per cento dopo la separazione;

considerato che:

nel luglio 2014, in occasione della prima riunione informale di Ministri dell’interno europei durante la Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea, è stato presentato il filmato “Metamorfosi, …non chiamarmi amore”;

è stato reso noto che il filmato è nato dalla collaborazione di un gruppo di artisti con il Ministero dell’interno, in particolare con l’Ufficio comunicazione istituzionale e con l’Ufficio del Consigliere per le politiche di contrasto alla violenza di genere ed al femminicidio;

considerato inoltre che:

come denunciato dall’Associazione genovese “Se non ora quando”, così come riportato da diversi media tra cui “Il Secolo XIX”, il video “Metamorfosi” è “sbagliato e pericoloso”, contiene infatti numerose lacune, dannosi stereotipi e sostanziali difetti di comunicazione;

non viene fatto cenno in nessuna parte del filmato ai centri antiviolenza ai quali una donna maltrattata può rivolgersi;

il filmato rappresenta una giovane donna con un occhio livido che cammina per strada mentre una voce narrante racconta che cosa è successo, in alcuni punti con molta superficialità, per poi presentare quella che appare l’unica possibilità: denunciare alla polizia il partner maltrattante;

la scena finale in particolare viene percepita come foriera di un messaggio estremamente negativo, lui chiede di entrare per recuperare alcuni oggetti personali e lei apre. Come denunciato dall’Associazione “il messaggio che passa non è di non aprire la porta ma di dare un’altra possibilità all’uomo. Nella realtà, è evidente che l’epilogo sarebbe tragico”,

si chiede di sapere:

se risulti al Ministro in indirizzo quali siano stati i costi sostenuti per la realizzazione del video “Metamorfosi” e quale sia la ratio alla base della scelta di un soggetto, a parere degli interroganti, così discutibile;

se non ritenga opportuno intervenire nelle sedi competenti affinché sia appurata la responsabilità di chi ha contribuito ad una scelta, a giudizio degli interroganti, infelice;

se intenda accogliere la richiesta delle associazioni che hanno denunciato la negatività del messaggio del filmato evitando quindi di mettere in circolazione il video all’interno del circuito televisivo nazionale;

se, come suggerito da numerose associazioni, si intenda costituire una commissione, composta anche da esperti che lavorano da anni nei centri antiviolenza, per realizzare un video nuovo che divulghi messaggi più corretti, rappresenti le donne senza ricorrere a stereotipi e si rivolga anche agli uomini maltrattanti fornendo indicazioni giuste atte alla salvaguardia dell’incolumità delle donne vittime di persecuzioni e violenze.

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ago 01 2014

Bilancio: milioni come fossero bruscolini

(di Stefano “Pantalone” De Pietro)

In questi giorni vediamo sulle prime pagine dei giornali circolare notizie relative alle aziende partecipate, agli investimenti necessari ad Amiu per gli impianti di separazione secco/umido (si parla di diversi milioni di euro), ai soldi non stanziati nel bilancio per Amt (4 milioni mancanti), all’affare “Fiera” che viene valutato 18 milioni di euro. Presenza sacrosanta di questi argomenti sia in aula rossa che nella stampa, cifre importanti, difficili da trovare, che tradotte nelle vecchie lire suonano come “miliardi di lire”.

Lo stesso interesse pare non essere stato messo in rilievo dalla Giunta del Sindaco Marco Doria e nemmeno dalla stampa per una causa milionaria persa dal Comune di Genova contro un cittadino, per un totale, visti interessi e spese, di circa due milioni di euro. Il dato salta fuori in un allegato al bilancio (la nota integrativa, allegato D, pagina 888 del pdf del bilancio), in una tabella spersa tra le altre, con una spiegazione che denota una scarsa attenzione al problema: “sentenza espropri”, senza alcun ulteriore riferimento.

Di quella cifra si sentirà presto parlare in Consiglio comunale, sarà necessaria una delibera per debito fuori bilancio, per dare mandato alla giunta per tamponare questa grave perdita, questo ci spiegano gli uffici. Eppure, nelle relazioni di bilancio e nelle presentazioni dell’Assessore competente, nessun riferimento a questo fatto. Solo dopo una domanda specifica, una risposta semplice: “abbiamo perso una causa”.

espropri

Per supplire alla descrizione criptica della tabella, abbiamo fatto una ricerca in modo autonomo e presentato un emendamento, accettato dalla Giunta, per far sì di indicare almeno il numero della sentenza, cosa alla quale la Giunta non aveva pensato nonostante l’avviso della mancanza dato il giorno prima in commissione.

Quello che il cittadino recepisce da questa situazione, è una scarsa empatia degli uffici nel comprendere che quei numeri dei quali si scrive e si parla nel bilancio sono il frutto delle sveglie alle cinque di mattina di persone che, magari anche disoccupate, nonostante tutto continuano a pagare Tasi, Tari, Iva, Irpef e compagnia cantante.

Dall’Assessore ci saremmo aspettati almeno uno “scusate, in effetti non abbiamo dato la giusta rilevanza a questa posta in negativo sul bilancio, una situazione che non dipende dalla giunta attuale e della quale il Comune oggettivamente non ha una responsabilità, non è stato un errore imputabile ai nostri funzionari ma qualcosa che nasce da una macchina burocratica sbagliata, che cercheremo di correggere”. Poiché non lo ha detto, informiamo noi il “cittadino Pantalone” sul fatto che le motivazioni di questo debito, come ci spiega l’Avvocatura del comune, vanno cercate in un sistema di valutazione dei valori di esproprio del passato (la causa è ventennale, e ne arriveranno altre probabilmente), per cui era la Provincia a fornire le tabelle dei valori e il Comune doveva semplicemente applicarli. Solo che i valori forniti erano risibili rispetto a quelli di mercato.

Poiché questa situazione potrebbe ripetersi a breve per altri casi, scaveremo e relazioneremo ai cittadini, su questo stesso canale, per altre eventuali “sfighe” che ci aspettino.

 

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lug 26 2014

La settimana consiliare dal 28 luglio all’1 agosto 2014

xsettimanaconsiliare

Ultimo consiglio comunale prima della pausa estiva. Finito il bilancio, si comincia a pensare a come impiegare il tempo in Comune in agosto.Riorganizzazione segreteria, studio documenti, visione progetti, domande e risposte. Si discuterò la nostra mozione sul risparmio enerrgetico in sala rossa come esempio di una pratica che andrebbe rapidamente estesa a tutti i luoghi pubblici.

Giunta

Consiglio comunale

Commissioni

 

 

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lug 22 2014

Amt si scorda dei sordomuti

Banner Aspl Genova www.asplgenova.it(di Stefano De Pietro)

Pubblichiamo la delibera ASPL 31/2014 relativa ad una segnalazione sul malfunzionamento del servizio Taxibus, costruito senza pensare alla accessibilità.

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lug 15 2014

Le città metropolitane: cosa sono e a cosa servono

>>> Le votazioni online si sono concluse. Hanno partecipato alla consultazioni in 17.008. 11.678 hanno votato SI’. 5.330 hanno votato NO. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato. <<<

(di Paolo Putti)


Ciao  a tutti sono Paolo Putti, portavoce di Genova

Condivido con voi le informazioni sulle città metropolitane, come abbiamo fatto con gli attivisti Genovesi, affinché abbiate la possibilità di decidere se sia importante o meno partecipare ad esse. Noi a Genova, con un sondaggio in plenaria e sul Meetup, abbiamo deciso di sì al 90 %. Leggi tutto »

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lug 14 2014

Scuola bene comune

Scuola1(di Marika Cassimatis)
Il Minstro Giannini evidentemente non sa che un insegnante della scuola superiore lavora già 36 ore alla settimana. Le 18 ore di lezione frontale, previste dal contratto, implicano un lavoro attorno ad un’ora aggiuntiva, per la preparazione della lezione, la personalizzazione degli interventi, l’elaborazione delle verifiche, la loro correzione, la relazione con le famiglie (senza tralasciare tutte le situazioni di BES, DSA, Handicap che coinvolgono tutto il team docenti), quindi 18 per due, uguale 36 ore, e i numeri non sono stati messi lì a caso. In realtà il docente ne fa molte di più, di ore. Ma non è questo il punto. Pensare alla scuola senza pensare alla specificità dell’insegnamento, e rendere il mestiere impiegatizio, significa sacrificare la formazione dei ragazzi.

Vogliamo degli studenti polli da batteria, stipati in classi che superano le 28 unità, con docenti che somministrano pillole liofilizzate di cultura, uguali per tutti, oppure una scuola che fa uscire ragazzi preparati, valorizzati ciascuno nelle proprie specificità?

La scuola forma i cittadini di domani, è su questo che si deve riflettere, senza lasciarsi irretire dagli slogan del primo ministro che passa. Invito la Giannini o chiunque si trovi a pontificare sulla scuola senza a mio avviso conoscere nulla della realtà professionale del docente, a tenere un’ora di lezione in aula di ventotto ragazzi, dei quali diciotto con percorsi personalizzati (quindi ognuno con esigenze specifiche diverse!). Quando sarà in grado di affrontare questo impegno (ne deriva che è improponibile essere efficienti e lucidi per più di cinque, massimo sei ore di lezione consecutive), allora gli insegnanti saranno disposti ad ascoltare tutte le proposte di riforma possibili e anche a discuterle. Qualcuno dirà: ma la Giannini è un Professore Universitario. E allora? Tre ore alla settimana di lezione frontale, a studenti maggiorenni, adulti e già formati nel percorso scolastico, sono altro mestiere.
Il docente della scuola non è solo un esperto della materia, ma soprattutto è un educatore e un maestro di comunicazione. Perché la disciplina deve essere tradotta e resa fruibile allo studente, perché insegnare nella scuola significa gestire una comunità che cresce insieme ma che è fatta tante singole individualità. Una professione multitasking, la fatica è massima ma anche di grande soddisfazione. I docenti amano il loro lavoro, nonostante i continui attacchi.

Quando un governo pensa che gli unici tagli accettabili siano quelli alla scuola, significa che ha già deciso di plasmare gli studenti in polli di batteria. Ricordiamolo. La scuola è fatta di docenti, di studenti, di personale amministrativo e di collaboratori scolastici. Tutti insieme concorrono all’obiettivo finale, che è la formazione di cittadini consapevoli. La mobilitazione contro il decreto del Governo Renzi è in atto in tutta Italia, anche a Genova. Partecipare è un impegno di civiltà.

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lug 13 2014

La settimana consiliare dal 14 al 18 luglio 2014

xsettimanaconsiliare

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