lug 22 2014

Amt si scorda dei sordomuti

Banner Aspl Genova www.asplgenova.it(di Stefano De Pietro)

Pubblichiamo la delibera ASPL 31/2014 relativa ad una segnalazione sul malfunzionamento del servizio Taxibus, costruito senza pensare alla accessibilità.

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lug 15 2014

Le città metropolitane: cosa sono e a cosa servono

>>> Le votazioni online si sono concluse. Hanno partecipato alla consultazioni in 17.008. 11.678 hanno votato SI’. 5.330 hanno votato NO. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato. <<<

(di Paolo Putti)


Ciao  a tutti sono Paolo Putti, portavoce di Genova

Condivido con voi le informazioni sulle città metropolitane, come abbiamo fatto con gli attivisti Genovesi, affinché abbiate la possibilità di decidere se sia importante o meno partecipare ad esse. Noi a Genova, con un sondaggio in plenaria e sul Meetup, abbiamo deciso di sì al 90 %.

La seguente è una sintesi di un estratto della camera:
“… alle città metropolitane sono attribuite le funzioni fondamentali delle province e quelle attribuite alla città metropolitana nell’ambito del processo di riordino delle funzioni delle province, nonché le seguenti funzioni fondamentali proprie:

a) piano strategico del territorio metropolitano ;

b) pianificazione territoriale generale;

c) organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito metropolitano;

d) mobilità e viabilità;

e) promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale;

f) sistemi di informatizzazione e di digitalizzazione in ambito metropolitano.

Ulteriori funzioni possono essere attribuite alle città metropolitane dallo Stato o dalle regioni.”

Capite cosa vuol dire: che li dentro ci saranno oltre alle funzioni delle vecchie provincie, come la formazione, la cura delle strutture scolastiche, i piani di bacino e tutte le altre deleghe fortemente legate alla tutela del territorio ed al contrasto al dissesto idrogeologico, alle città metropolitane andranno robe come:

1) piano strategico del territorio (quali opere fare o meno, la possibilità di controllare o meno gli appalti),

2) pianificazione territoriale (piano urbanistico della metropoli, scelte strategiche di destinazione di uso dei territori),

3) mobilità e viabilità (TPL, mobilità dolce, piste ciclabili),

4) promozione e coordinamento sviluppo economico e sociale (macro pensiero economico sul territorio, quindi se vogliamo più o meno industrie, più o meno turismo, più o meno ricerca lo portiamo lì, e poi acqua pubblica lo portiamo lì),

5) sistemi di informazione e digitalizzazione in ambito metropolitano (mi sembra per noi molto interessante); più altro che potrebbero dare Regione o lo Stato.

Ci sono dentro almeno 4 o 5 punti della carta di Firenze, ci sono dentro tantissimi temi per cui la gente ha votato noi piuttosto che altri, io mi sento la responsabilità di tutelare i miei cittadini e non andandoci non li tutelo, non controllerei cosa fanno li dentro su questi temi importantissimi, non voglio che un domani mi dicano ” si bravo però lo sapevi che si decideva lì e hai preferito non andarci”.

In più i consiglieri non saranno un ulteriore carico economico (non saranno retribuiti), non ci saranno gruppi ed uffici in più , si ridimensioneranno gli uffici provinciali esistenti  insomma tutto ciò per cui non volevamo le provincie), forse anzi questo consiglio metropolitano soppianterà i consigli delle grandi città.

Vi aggiungo questi altri dati a proposito dell’elezione di secondo livello che sono presi da altra sintesi della legge 57 del 7 aprile 2014 detta Del rio :”tutti gli incarichi di sindaco metropolitano, di consigliere metropolitano o i componente della conferenza metropolitana sono svolti a titolo gratuito.”

Per quanto riguarda gli emolumenti, al massimo la medesima legge può prevedere, in deroga, una specifica indennità di funzione per il sindaco metropolitano..”quindi solo se ci siamo dentro possiamo fare passare nello statuto anche l’elezione diretta e non di secondo livello e possiamo far sì che non ci sia (e proprio ci rode) indennità di funzione per sindaco.

L’unica cosa che rimane a sfavore sono le elezioni di secondo livello, ma se non siamo dentro mentre fanno lo statuto non possiamo neanche inserire il referendum propositivo senza quorum o consultivo, che per noi è un importante strumento di democrazia diretta.

Lo statuto della città metropolitana può prevedere l’elezione diretta del sindaco e del consiglio  metropolitano con il sistema elettorale che sarà determinato con legge statale, ma bisogna che ci sia qualcuno nel consiglio che lo chieda.

Per questo credo sia molto importante essere dentro, per controllare, riferire ai cittadini e proporre per le città metropolitane ma soprattutto per le comunità delle città metropolitane (che tra l’altro credo in Sicilia stiano già approntando o lo abbiano già fatto).

COMUNQUE INTENDIATE VOTARE, LA CITTA’ METROPOLITANA NON E’ LA VECCHIA PROVINCIA,  sta a noi scegliere se stare nella lotta (come sempre facciamo) o defilarsi liquidandola semplicemente con: “e’ come le provincie”.

 

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lug 14 2014

Scuola bene comune

Scuola1(di Marika Cassimatis)
Il Minstro Giannini evidentemente non sa che un insegnante della scuola superiore lavora già 36 ore alla settimana. Le 18 ore di lezione frontale, previste dal contratto, implicano un lavoro attorno ad un’ora aggiuntiva, per la preparazione della lezione, la personalizzazione degli interventi, l’elaborazione delle verifiche, la loro correzione, la relazione con le famiglie (senza tralasciare tutte le situazioni di BES, DSA, Handicap che coinvolgono tutto il team docenti), quindi 18 per due, uguale 36 ore, e i numeri non sono stati messi lì a caso. In realtà il docente ne fa molte di più, di ore. Ma non è questo il punto. Pensare alla scuola senza pensare alla specificità dell’insegnamento, e rendere il mestiere impiegatizio, significa sacrificare la formazione dei ragazzi.

Vogliamo degli studenti polli da batteria, stipati in classi che superano le 28 unità, con docenti che somministrano pillole liofilizzate di cultura, uguali per tutti, oppure una scuola che fa uscire ragazzi preparati, valorizzati ciascuno nelle proprie specificità?

La scuola forma i cittadini di domani, è su questo che si deve riflettere, senza lasciarsi irretire dagli slogan del primo ministro che passa. Invito la Giannini o chiunque si trovi a pontificare sulla scuola senza a mio avviso conoscere nulla della realtà professionale del docente, a tenere un’ora di lezione in aula di ventotto ragazzi, dei quali diciotto con percorsi personalizzati (quindi ognuno con esigenze specifiche diverse!). Quando sarà in grado di affrontare questo impegno (ne deriva che è improponibile essere efficienti e lucidi per più di cinque, massimo sei ore di lezione consecutive), allora gli insegnanti saranno disposti ad ascoltare tutte le proposte di riforma possibili e anche a discuterle. Qualcuno dirà: ma la Giannini è un Professore Universitario. E allora? Tre ore alla settimana di lezione frontale, a studenti maggiorenni, adulti e già formati nel percorso scolastico, sono altro mestiere.
Il docente della scuola non è solo un esperto della materia, ma soprattutto è un educatore e un maestro di comunicazione. Perché la disciplina deve essere tradotta e resa fruibile allo studente, perché insegnare nella scuola significa gestire una comunità che cresce insieme ma che è fatta tante singole individualità. Una professione multitasking, la fatica è massima ma anche di grande soddisfazione. I docenti amano il loro lavoro, nonostante i continui attacchi.

Quando un governo pensa che gli unici tagli accettabili siano quelli alla scuola, significa che ha già deciso di plasmare gli studenti in polli di batteria. Ricordiamolo. La scuola è fatta di docenti, di studenti, di personale amministrativo e di collaboratori scolastici. Tutti insieme concorrono all’obiettivo finale, che è la formazione di cittadini consapevoli. La mobilitazione contro il decreto del Governo Renzi è in atto in tutta Italia, anche a Genova. Partecipare è un impegno di civiltà.

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lug 13 2014

La settimana consiliare dal 14 al 18 luglio 2014

xsettimanaconsiliare

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lug 05 2014

TPL: un incontro alla sala Cap a Genova

20140519.sdp.tpl locandina meeting 11 luglio 2014

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lug 04 2014

La settimana consiliare dal 7 all’11 luglio 2014

xsettimanaconsiliare

Un consiglio comunale che inaugura la serie di assemblee di fine anno amministrativo: arriva il bilancio. Poi la Fiera e l’agenzia regionale del Tpl..Più due commissioni sul piano di Amiu per i rifiuti. Praticamente ci trasformiamo in superman.

Consiglio comunale

Commissioni

 

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lug 03 2014

OSCE: passa risoluzione M5S sull’immigrazione

Immigrazione, OSCE approva risoluzione M5S: Europa non lasci soli i Paesi mediterranei

BAKU (Azerbaijan) - 2 luglio 2014 – Immigrazione, l’assemblea parlamentare dell’OSCE approva a larga maggioranza la risoluzione del Movimento 5 Stelle che chiede all’Unione Europea ed ai 57 Paesi paesi facenti parte dell’ organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa , un impegno concreto e corale per affrontare la gestione dei flussi migratori che interessa in primo luogo i paesi mediterranei.

Il successo internazionale targato Movimento 5 Stelle è arrivato in occasione della sessione annuale dell’Assemblea Parlamentare dell’OSCE svoltasi a Baku in Azerbaijan ed ha visto approvata la Risoluzione su una riforma generale delle politiche d’immigrazione presentata da Cristina De Pietro senatrice del M5S.

E’ stata approvata con 97 voti favorevoli dei parlamentari di Italia, Grecia, Francia, Spagna, Portogallo, Cipro, Malta, Germania, Svezia, Slovenia, Repubblica Ceca e molti altri, e 15 voti contrari fra cui Gran Bretagna, Russia e alcuni parlamentari di Finlandia e Danimarca.

La risoluzione firmata Movimento 5 Stelle è frutto di mesi di lavoro, per far coincidere la presentazione formale della proposta presso l’assemblea plenariaOSCE con l’inizio del semestre di Presidenza italiana dell’Unione Europea, questo perch è il tema dell’ immigrazione sarà uno dei punti principali della presidenza italiana. Con spirito costruttivo si è voluto fornire all’ Italia uno strumento di consenso internazionale da parte di un’ organizzazione prestigiosa come l’OSCE che possa costituire un utile sostegno alla richiesta di riforma delle politiche d’immigrazione all’interno dell’Unione Europea.

La risoluzione, appoggiata da tutte le forze politiche della delegazione italiana eccetto la Lega Nord, rappresenta un deciso appello a procedere verso una riforma generale delle politiche d’immigrazione a livello OSCE e Unione Europea basata su criteri di solidarietà e divisione degli oneri fra gli Stati membri, finalizzata al raggiungimento di obiettivi strategici in termini di sicurezza, coesione sociale ed economica.

Soggetti internazionali come l’OSCE e l’Unione Europea non possono ignorare le conseguenze umanitarie delle crisi nel Mediterraneo e devono riuscire a fornire risposte adeguate, anche al fine di prevenire tragedie umanitarie nell’area.

Fra le richieste avanzate ed approvate , in special modo agli Stati europei, figurano:

-La proposta d’ integrare i provvedimenti immediati con programmi e iniziative a lungo termine volti ad affrontare alla radice le cause dell’ immigrazione irregolare, in stretta cooperazione con i paesi di origine e di transito dei migranti.

-Nella Risoluzione, i paesi membri OSCE che siano anche membri dell’Unione Europea sono esortati a operare per ottenere quanto prima una seria riforma del “sistema Dublino” ( in particolare, del Regolamento n. 604 del 26 giugno 2013) il cui punto di maggiore criticità consiste nel fatto che chi riceve laprotezione internazionale quasi sempre resta bloccato nel paese di primo asilo, per la maggior parte dei casi l’Italia.

-l’impegno a favore di una politica di solidarietà tra Paesi in materia di asiloaffinché l’onere della responsabilità non ricada solo sugli Stati le cui frontiere sono più esposte.

- la garanzia di una maggiore solidarietà, anche economica, ai paesi membri chiamati sostenere il maggior peso della pressione dell’ingresso in massa di immigrati.

- l’ intensificazione del dialogo con i paesi di origine e di transito nell’ambito di azioni più generali dell’OSCE e della UE in materia d’ immigrazione.

- un ulteriore rafforzamento della cooperazione, dello scambio di informazioni e delle sinergie tra gli Stati partecipanti in materia di migrazione e di controllo alle frontiere anche al fine di garantire un rimpatrio sostenibile dei migranti irregolari.

Ora tocca all’Unione Europea dare una risposta concreta alla richiesta di aiuto dei paesi membri mediterranei, porta di accesso all’Europa intera.

Come ha ricordato Beppe Grillo a Strasburgo: “L’Europa che vogliamo noi è un’Europa davvero solidale, non solo sulla carta, ma nei fatti. Dove i diritti degli immigrati non sono solo inchiostro steso su qualche convenzione per sentirsi la coscienza pulita, ma si traducono in un’azione di supporto corale, dove tutti si sentano vincolati da un grande impegno comune“.

(L’intervento della portavoce De Pietro inizia al minuto 55:40.)

fonte: http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2014/07/immigrazione-osce-approva-risoluzione-m5s-europa-non-lasci-soli-i-paesi-mediterranei.html

 

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lug 03 2014

Comunicato stampa: Carlo Felice, tempo scaduto.

Teatro_Carlo_Felice_Genoa_II-300x200Genova, 3 luglio 2014

Carlo Felice, tempo scaduto.

Se veramente, sia il Sindaco, quale Presidente della Fondazione Carlo Felice e legale rappresentante della stessa, che la Sovraintendenza e il Cda (ad oggi entrambi in deroga), volessero salvare il Teatro Carlo Felice, dovrebbero attivarsi immediatamente per mettere in atto tutte le azioni necessarie ad effettuare le verifiche richieste dalla legge 112/2013, tra cui verificare che nel corso degli anni non siano stati corrisposti interessi anatocistici agli istituti bancari che hanno concesso affidamenti e a condividerne l’esito con la dirigenza del Teatro, con i lavoratori e con il Consiglio Comunale. Lo chiedono i lavoratori e soprattutto lo chiede, anzi lo esige, la Legge. Attendiamo, in tempi brevissimi, un’assunzione di responsabilità da parte della dirigenza, nei fatti, oltre che nelle parole.

Il Movimento 5 Stelle di Genova

 

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