set 15 2014

Comunicato stampa – Gruppo M5S Municipio VII Ponente – Genova

(a cura del Gruppo consiliare municipale VII Ponente di Genova)

Sono passati ormai due anni da quando questo gruppo consiliare ha cominciato le proprie attività istituzionali nel territorio che comprende il Municipio VII Ponente. Ogni mese, arriva una convocazione per il Consiglio di Municipio,  o qualche seduta di commissione. Così come in Consiglio Comunale, anche nel Consiglio di Municipio alcuni ordini del giorno presentano una documentazione tecnica decisamente copiosa. Abbiamo già affrontato il tema in Consiglio e non siamo gli unici ad aver sollevato il problema.

Il regolamento del Municipio prescrive che tutti i documenti relativi ai punti dell’ordine del giorno del Consiglio, siano presentati almeno entro 48 ore prima dello stesso in Municipio, affinché siano a disposizione dei consiglieri; grazie allo zelo del personale di segreteria, questo materiale viene inoltrato ai consiglieri via mail, anche prima dello scadere delle 48 ore.
Il problema che intendiamo sollevare e rendere noto all’opinione pubblica è che questo limite risulta del tutto insufficiente, nel caso i Consigli debbano trattare di tematiche molto rilevanti.

Parliamo di argomenti come il bilancio comunale, le discussioni inerenti al Piano Urbanistico Comunale. Per dare un’idea del’importanza della questione in essere, il 12-12-2012 vennero presentati i risultati del lavoro del “tavolo tecnico partecipato” sui POR, un lavoro eseguito molto in fretta e presumibilmente con un materiale molto scarso, a causa di alcuni “errori” tecnici risalenti alla precedente amministrazione. In allora, il consiglio si riunì presentando in pompa magna e alla presenza del primo cittadino Marco Doria, due bozze disegnate a mano (che all’epoca chiamavano «Ipotesi progettuali», anziché «Progetti»), senza alcuna relazione descrittiva e con alcune vaghe spiegazioni orali. È comprensibile che, vista la premura che tutti avevano all’epoca, abbiamo cercato di comprendere la situazione di emergenza ( stiamo parlando di un progetto che complessivamente vale circa 15 milioni di euro!). Non ci sarebbe alcun bisogno di sollevare polveroni, se si trattasse di un episodio isolato.

Purtroppo non è così.
Ogni anno, bisogna votare il bilancio del Comune, e i Municipi sono chiamati ad esprimere un parere su di esso; puntualmente, il materiale inerente arriva una settimana prima, dando ai consiglieri dei Municipi pochissimo tempo per consultarlo e potersi confrontare.
L’ultimo episodio di questo genere, si è verificato proprio col il prossimo consiglio di martedì 16 settembre: dovremo esprimere un parere alle controdeduzioni che il Comune presenta alle osservazioni sul PUC. Il documento allegato è di 2028 (duemilaventotto) pagine.

Uno dei grossi problemi della politica odierna consiste nel fatto  che impiega tantissimo tempo a decidere, ma pochissimo tempo a discutere. D’altronde riteniamo che una discussione seria possa essere frutto esclusivamente di un’analisi approfondita e di uno studio serio e condiviso; è presumibile, anzi è auspicabile, che ogni gruppo consiliare  (sia esso PD, PDL SEL, Lega etc. etc.) di qualunque livello ( che sia municipale, regionale o nazionale) analizzi col proprio apparato il materiale inerente l’attività istituzionale, per consentire ai propri eletti di arrivare preparati al giorno della discussione in Consiglio e affinché possano esprimere un voto che realmente rappresenti la voce dei cittadini che essi rappresentano.
Noi del Movimento 5 Stelle siamo abituati così: per quanto i ritmi della politica lo consentono, eletti ed attivisti lavorano assieme per determinare le posizioni del Movimento nelle istituzioni; cerchiamo sempre di condividere il materiale su cui dobbiamo lavorare con i nostri gruppi di lavoro, perché riteniamo che non basti presentarsi in Consiglio e alzare la mano quando il Presidente chiama la votazione.

In sintesi, se vogliamo rendere un servizio degno ai nostri concittadini, dobbiamo non solo votare, ma votare preparati; è proprio qui che i nodi vengono al pettine!

Come si può votare preparati se, quando si presenta un argomento la cui documentazione è di migliaia di pagine, si ha solo una settimana (se va bene) per consultarlo? Sulla base di che cosa discuteremo, quando avremo solo una settimana per leggere qualche centinaio (se non migliaio) di pagine? E soprattutto, che servizio rende ai cittadini un Consiglio che dà così poco tempo ai suoi membri per prepararsi?
Questa non è la solita invettiva “contro la casta”, vogliamo farvi rendere conto del fatto che è interesse di tutti che i Consigli funzionino bene. Il Consiglio Comunale presenta la stessa “anomalia democratica”, perché molto spesso i materiali e le documentazioni inerenti le commissioni o i Consigli stessi arrivano lo stesso giorno della discussione.
È necessario che il Comune cambi passo e che per tutti i Consigli (Comunali e Municipali) il materiale arrivi in tempi consoni per la loro consultazione.

Se il regolamento non lo prevede, che si cambi il regolamento.

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set 13 2014

La settimana consiliare dal 15 al 19 settembre 2014

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Ritorna in Consiglio la “delibera Viziano”, con la quale il Comune permuta alcuni immobili con i due piani degli uffici tributari di Sampierdarena. Poi la nostra mozione sulle “somme urgenze”, per ottenere di essere avvisati per tempo dell’apertura di queste pratiche in modo da poter visionare i luoghi prima dei lavori.

Consultate sempre anche il sito del Comune di Genova per gli ultimi aggiornamenti e i documenti in uscita dalle sedute di commissioni e consiglio comunale. Ricordiamo che è stata una conquista del M5S di Genova ottenere queste pubblicazioni, usiamole! Nella colonna di destra trovate i link.

Consiglio comunale

 Commissioni

  • CALENDARIO COMMISSIONI CONSILIARI
  • Al momento non sono pervenuti documenti

 

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set 09 2014

La settimana consiliare dall’8 al 12 settembre 2014

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Consiglio comunale

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Commissioni

 

 

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set 02 2014

Amt: migliorare è possibile

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Il volantino di una protesta contro la privatizzazione di Amt nel 2013

(di Stefano De Pietro – in collaborazione con Daniel Rinaldi e Marco Marsano, Orsa Tpl Genova di Amt)

In questi giorni assistiamo al solito teatrino tra governo ed amministrazioni locali (regionali e comunali) sulle modalità di salvataggio del sistema del trasporto pubblico locale, passando attraverso la agenzia regionale del tpl e altre misure che sortiranno il solito effetto di salvaguadia dei posti di direzione delle aziende, garantiti attraverso la garanzia politica, mentre è evidente a tutti che senza una vera riorganizzazione del sistema non si potrà arrivare ad alcuna soluzione accettabile e duratura.

Diamo spazio sul nostro blog ai lavoratori di Orsa Tpl Genova di Amt, che riuniti intorno ad un tavolo di studio hanno messo a punto un documento (vedi allegati) dove sono indicati gli elementi che a loro avviso potrebbero, se correttamente messi in pratica, dare un futuro “pubblico” alla nostra azienda cittadina, mettendola al sicuro dalle privatizzazioni che paiono invece essere l’unica via di uscita per la politica oggi al timone del paese.

Sono opinioni in parte concordanti con quelle del Movimento, ma ricordiamo che non possono comunque essere isolate rispetto ad una riorganizzazione dell’azienda che oggi presenta un eccesso di personale non viaggiante e da declinarsi tenendo anche conto della possibilità di una “tassa di scopo” che consentirebbe, con un esborso contenuto ma collettivo, il raggiungimento dei livelli economici necessari, dopo gli interventi necessari dal punto di vista degli sprechi e dei clientelismi politici.

Aggiungeremmo a questo piano di Orsa Genova il ritorno di Amt alla forma di azienda speciale, un modo nuovo per parlare delle vecchie municipalizzate, con un controllo interno anche da parte dei cittadini, così come proponiamo da tempo anche per Amiu e Aster. Una forma “speciale” garantisce un capitale sociale monolitico, ossia non divisibile in quote e quindi al sicuro dalla vendita ai privati, e il reinvestimento degli eventuali utili nel servizio stesso. Infatti lo scopo statutario dell’azienda speciale non è l’utile economico, ma la fornitura di un servizio. Cosa di meglio si attenderebbero i cittadini?

Con l’interrogativo di dove trovare le risorse economiche per l’acquisizione dell’area Iren, citata nel documento, e consci del complesso argomento del bilanciamento tra personale impiegatizio e quello viaggiante, altro nodo complesso da districare e che prima o poi andrà affrontato in Consiglio comunale, e l’altro nodo della reinternalizzazione dei lavoratori oggi dipendenti di Servizi & Sistemi, vediamo quali sono le idee di Orsa Genova.

Innanzitutto hanno definito le aree di intervento, che sono la manutenzione, la gestione e il movimento, l’aumento della velocità commerciale e gli investimenti, concludendo con la ricerca dei finanziamenti anche attraverso nuove forme pubblicitarie. Queste necessità sono quindi declinate nelle rispettive competenze di Stato, Regione e Comune, oltre che naturalmente dell’azienda stessa.

La manutenzione

La manutenzione operata con il sistema degli appalti ha manifestato tutta la sua inadeguatezza. La qualità meccanica dei mezzi è crollata a precipizio, non i riesce ad operare controlli adeguati sulle riparazioni, i tempi di atttesa tengono i bus inchiodati in officina privi dei pezzi necessari al loro funzionamento. Inoltre le manutenzioni sono affidate per tipologia, questo aumenta ancora i tempi di rimessa su strada per la complessità del sistema organizzativo.

Occorre riportare in casa la manutenzione dei mezzi, con la creazione di due nuovi poli manutentivi in grado di occuparsi di tutte le tipologie di macchine oggi in uso. Il primo a Gavette, acquisendo l’area Iren, il secondo nell’area ex Morini a Pra’. Con queste due officine Amt sarebbe in grado di operare con notevoli risparmi e soprattutto garantendo un’efficienza e pulizia dei mezzi oggi perdute nel sistema privatizzato. Efficienza riguadagnata anche in termini di tempi di riparazione e di ottimizzazione dei magazzini. I mezzi non ricoverabili in questi due poli troverebbero posto a Staglieno. Inoltre i due poli sarebbero perfetti anche per i mezzi di Atp, vista l’incombente necessità di amonizzazione per il trasporto provinciale con l’arrivo della città metropolitana.

Attraverso qualche forma legalmente percorribile, si potrebbe anche pensare di utilizzare le officine per garantire la manutenzione anche ai mezzi di Amiu e di Aster, visto che spesso esistono delle sovrapposizioni sulle tecnologie dei motori e addirittura dei modelli di motrice.

Per ridurrei consumi sarebbe poi indispensabile acquistare mezzi a metano ed elettrici, mentre oggi si continua a sostituire i vecchi mezzi con altri nuovi ma basati sulle solite superate tecnologie del diesel alimentato a gasolio.

La gestione e il movimento

Tra le azioni fondamentali c’è sicuramente quella di impegnarsi con i livelli nazionali della politica per abbattere il costo del carburante, che oggi paga una parte dell’accisa, attraverso la sua defiscalizzazione per l’uso pubblico. Questo consentirebbe un risparmio di alcuni milioni di euro. Oggi l’accisa non è scaricabile per le aziende del tpl private (anche se di proprietà pubblica), per motivi di concorrenza rispetto ai privati. Con un’azione come questa, il trasporto pubblico potrebbe trovare nuove risorse. Richiamando l’idea cinquestelle di una azienda speciale, sarebbe da valutare se tale sgravio sarebbe possibile già con la normativa attuale se Amt cambiasse natura societaria.

Non di secondaria importanza è il capitolo delle spese dovute agli sprechi. Luci accese, consumi di energia per riscaldamento sono argomenti che presentano ampissimi spazi di miglioramento, ad esempio con l’installazione di sensori di presenza per l’accensione (e lo spegnimento) automatico dell’illuminazione. Ma non ci limitiamo alle spese energetiche, ci sono anche enormi possibilità di ottimizzazione nella gestione dei ricambi e delle forniture.

Velocità commerciale e investimenti

L’efficienza del trasporto pubblico si misura in termini di velocità commerciale, che dipende direttamente da due fattori: una rete ben disegnata e le strade libere. Oggi la velocità dei percorsi è costantemente ostacolata sia dal traffico che da una rete semaforica che non favorisce i mezzi pubblici. Aggiungiamo che le corsie riservate sono ostacolate da soste selvagge e mal disegnate, sono presenti solo in alcuni dei percorsi, necessitano di manutenzilone e di sistemi di rilevamento dell’uso improprio.

Maggiore velocità commerciale si declina in risparmio di carburante, di tempo e maggior predisposizione dei cittadini all’uso del mezzo pubblico invece che di quello privato, quindi un aumento di introito da bigliettazione e abbonamenti, un traffico più scorrevole per tutti, minor inquinamento ambientale.

Per aumentare la velocità commerciale si può anche intervenire sulle modalità di trasporto, ad esempio creando delle piazzole di accosto che riducono il tempo di sbarco e imbarco e creando linee “celeri”, come esistevano molti anni fa, adatte a chi deve effettuare spostamenti a distanze elevate. Questo tipo di trasporto contribuirebbe sia al risparmio di carburante che all’aumento di viaggiatori.

Anche creare delle aree di sosta dei Bus privati a pagamento potrebbe contribuire ad aumentare gli introiti per il tpl, fornendo al tempo stesso alle società di trasporto in cambio del costo un servizio di guardianaggio e di riposo per gli autisti, a tutto vantaggio della sicurezza stradale.

La pubblicità su tutti questi servizi è fondamentale, per cui sarebbe indispensabile una collaborazione con chi gestisce i portali web turistici della città per poter offrire direttamente la vendita delle offerte di trasporto già ancor prima della partenza dei turisti.

La creazione di posteggi di interscambio ai bordi della città, gratuiti o con un costo molto ridotto che comprenda un percorso in in bus potrebbe essere la soluzione per tutti quei pendolari che per motivi organizzativi non possono servirsi del treno. Questo servizio potrebbe anche essere abbinato ad un car, bike e motorbike sharing.

Occorre modernizzare il sistema di bigliettazione, offrendo tessere magnetiche e facendo largo uso del biglietto sms, svincolandosi dai fornitori attuali che comportano un costo aggiuntivo per i viaggiatori e riportando in casa il servizio. L’intera gamma offerta deve trovare uguale sistemazione in tutte le modalità di pagamento, oggi non è così.

Per il controllo del pagamento a bordo, i controllori dovrebbero essere dotati di apparecchiature collegate alla rete internet, per poter usufruire dei servizi di accesso alle banche dati al fine di verificare i documenti e di compilare rapidamente i verbali senza errori. In sede, occorre potenziare l’ufficio deputato alla verifica dei pagamenti delle sanzioni, oggi troppe restano inevase.

Non dimentichiamo che non esistono solo bus e treni: in una città montuosa come Genova gli ascensori, le funicolari, le cremagliere rivestono un’importanza fondamentale per la buona riuscita del servizio. Riteniamo fondamentale investire sugli storici impianti di risalita (ascensori e funicolari) e sulla ferrovia a scartamento ridotto Genova-Casella, veri e propri veicoli di attrazione turistica.

Sul fronte pubblicitario, sfruttare i servizi audio a bordo del bus apre un nuovo fronte di introito da messaggi commerciali. Il sistema di comunicazione esistente sul bus consente con sole modifiche software di implementare lo “Spotbus“, un sistema già presentato all’azienda da alcuni autisti e mai preso in seria considerazione dalla stessa.

Come cinquestelle, auspichiamo che il sistema di trasporto integrato bus+treno possa restare in vigore, e che Trenitalia possa partecipare a questo percorso di miglioramento del tpl genovese, urbano e provinciale, in quanto il trasporto su ferro è un tassello fondamentale del muoversi nel territorio.

Questo conclude l’analisi dei lavoratori del sindacato Orsa Tpl Genova, già presentata ad Amt e della quale si attendono adesso le risultanze della lettura da parte dei vertici aziendali.

Documenti:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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ago 29 2014

La settimana consiliare dall’1 al 5 settembre, e 8 settembre 2014

Controllate anche nella colonna di destra, i link al sito del Comune.

Riprende l’attività del Consiglio comunale. Settimana solo di commissioni.

 

 

 

 

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ago 06 2014

Da Roma: il Ministero “toppa” la pubblicità?

(a cura del Gruppo Consiliare)

E’ notizia recente che sia stato trasmesso un video televisivo sulla violenza sulle donne, che ha suscitato molta reazione da parte delle associazioni a tutela delle donne, in particolare di “Se non ora quando” di Genova, per il contenuto sbagliato che porterebbe una donna vittima di violenza, attraverso un discutibile percorso che esclude i centri antiviolenza, ad aprire la porta al proprio aggressore.

Pubblichiamo qui il testo dell’interrogazione parlamentare in Senato, a prima firma la nostra senatrice Cristina De Pietro, che chiede al Governo dati economici sulla realizzazione del video e di ritirarlo dalla visione televisiva.

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02582


Atto n. 4-02582

Pubblicato il 31 luglio 2014, nella seduta n. 296

DE PIETRO
CAPPELLETTIBLUNDOSIMEONIPUGLIAMORONESEDONNOTAVERNASERRAMASTRANGELI,
GAMBAROBIGNAMIRICCHIUTIASTORRE

Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’interno.

Premesso che:

il fenomeno della violenza sulle donne risulta di preoccupante rilievo e gravità: in Italia si stima che 6.743.000 donne, tra i 16 e i 70 anni, siano vittime di abusi fisici o sessuali e circa un milione abbia subito stupri o tentati stupri (dati dell’Organizzazione mondiale della sanità);

secondo i recenti dati dell’Osservatorio di “Telefono Rosa”, la violenza sulle donne è un fenomeno in crescita e solo nel 2013 sono state massacrate 128 donne;

gli autori dei delitti sono principalmente mariti, compagni, figli, fratelli o nipoti. Nel 58 per cento dei casi, infatti, gli abusi, che siano di tipo fisico, psicologico o economico, si consumano nel corso di una relazione affettiva (fidanzamento, matrimonio, convivenza) e nel 24 per cento dopo la separazione;

considerato che:

nel luglio 2014, in occasione della prima riunione informale di Ministri dell’interno europei durante la Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea, è stato presentato il filmato “Metamorfosi, …non chiamarmi amore”;

è stato reso noto che il filmato è nato dalla collaborazione di un gruppo di artisti con il Ministero dell’interno, in particolare con l’Ufficio comunicazione istituzionale e con l’Ufficio del Consigliere per le politiche di contrasto alla violenza di genere ed al femminicidio;

considerato inoltre che:

come denunciato dall’Associazione genovese “Se non ora quando”, così come riportato da diversi media tra cui “Il Secolo XIX”, il video “Metamorfosi” è “sbagliato e pericoloso”, contiene infatti numerose lacune, dannosi stereotipi e sostanziali difetti di comunicazione;

non viene fatto cenno in nessuna parte del filmato ai centri antiviolenza ai quali una donna maltrattata può rivolgersi;

il filmato rappresenta una giovane donna con un occhio livido che cammina per strada mentre una voce narrante racconta che cosa è successo, in alcuni punti con molta superficialità, per poi presentare quella che appare l’unica possibilità: denunciare alla polizia il partner maltrattante;

la scena finale in particolare viene percepita come foriera di un messaggio estremamente negativo, lui chiede di entrare per recuperare alcuni oggetti personali e lei apre. Come denunciato dall’Associazione “il messaggio che passa non è di non aprire la porta ma di dare un’altra possibilità all’uomo. Nella realtà, è evidente che l’epilogo sarebbe tragico”,

si chiede di sapere:

se risulti al Ministro in indirizzo quali siano stati i costi sostenuti per la realizzazione del video “Metamorfosi” e quale sia la ratio alla base della scelta di un soggetto, a parere degli interroganti, così discutibile;

se non ritenga opportuno intervenire nelle sedi competenti affinché sia appurata la responsabilità di chi ha contribuito ad una scelta, a giudizio degli interroganti, infelice;

se intenda accogliere la richiesta delle associazioni che hanno denunciato la negatività del messaggio del filmato evitando quindi di mettere in circolazione il video all’interno del circuito televisivo nazionale;

se, come suggerito da numerose associazioni, si intenda costituire una commissione, composta anche da esperti che lavorano da anni nei centri antiviolenza, per realizzare un video nuovo che divulghi messaggi più corretti, rappresenti le donne senza ricorrere a stereotipi e si rivolga anche agli uomini maltrattanti fornendo indicazioni giuste atte alla salvaguardia dell’incolumità delle donne vittime di persecuzioni e violenze.

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ago 01 2014

Bilancio: milioni come fossero bruscolini

(di Stefano “Pantalone” De Pietro)

In questi giorni vediamo sulle prime pagine dei giornali circolare notizie relative alle aziende partecipate, agli investimenti necessari ad Amiu per gli impianti di separazione secco/umido (si parla di diversi milioni di euro), ai soldi non stanziati nel bilancio per Amt (4 milioni mancanti), all’affare “Fiera” che viene valutato 18 milioni di euro. Presenza sacrosanta di questi argomenti sia in aula rossa che nella stampa, cifre importanti, difficili da trovare, che tradotte nelle vecchie lire suonano come “miliardi di lire”.

Lo stesso interesse pare non essere stato messo in rilievo dalla Giunta del Sindaco Marco Doria e nemmeno dalla stampa per una causa milionaria persa dal Comune di Genova contro un cittadino, per un totale, visti interessi e spese, di circa due milioni di euro. Il dato salta fuori in un allegato al bilancio (la nota integrativa, allegato D, pagina 888 del pdf del bilancio), in una tabella spersa tra le altre, con una spiegazione che denota una scarsa attenzione al problema: “sentenza espropri”, senza alcun ulteriore riferimento.

Di quella cifra si sentirà presto parlare in Consiglio comunale, sarà necessaria una delibera per debito fuori bilancio, per dare mandato alla giunta per tamponare questa grave perdita, questo ci spiegano gli uffici. Eppure, nelle relazioni di bilancio e nelle presentazioni dell’Assessore competente, nessun riferimento a questo fatto. Solo dopo una domanda specifica, una risposta semplice: “abbiamo perso una causa”.

espropri

Per supplire alla descrizione criptica della tabella, abbiamo fatto una ricerca in modo autonomo e presentato un emendamento, accettato dalla Giunta, per far sì di indicare almeno il numero della sentenza, cosa alla quale la Giunta non aveva pensato nonostante l’avviso della mancanza dato il giorno prima in commissione.

Quello che il cittadino recepisce da questa situazione, è una scarsa empatia degli uffici nel comprendere che quei numeri dei quali si scrive e si parla nel bilancio sono il frutto delle sveglie alle cinque di mattina di persone che, magari anche disoccupate, nonostante tutto continuano a pagare Tasi, Tari, Iva, Irpef e compagnia cantante.

Dall’Assessore ci saremmo aspettati almeno uno “scusate, in effetti non abbiamo dato la giusta rilevanza a questa posta in negativo sul bilancio, una situazione che non dipende dalla giunta attuale e della quale il Comune oggettivamente non ha una responsabilità, non è stato un errore imputabile ai nostri funzionari ma qualcosa che nasce da una macchina burocratica sbagliata, che cercheremo di correggere”. Poiché non lo ha detto, informiamo noi il “cittadino Pantalone” sul fatto che le motivazioni di questo debito, come ci spiega l’Avvocatura del comune, vanno cercate in un sistema di valutazione dei valori di esproprio del passato (la causa è ventennale, e ne arriveranno altre probabilmente), per cui era la Provincia a fornire le tabelle dei valori e il Comune doveva semplicemente applicarli. Solo che i valori forniti erano risibili rispetto a quelli di mercato.

Poiché questa situazione potrebbe ripetersi a breve per altri casi, scaveremo e relazioneremo ai cittadini, su questo stesso canale, per altre eventuali “sfighe” che ci aspettino.

 

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lug 26 2014

La settimana consiliare dal 28 luglio all’1 agosto 2014

xsettimanaconsiliare

Ultimo consiglio comunale prima della pausa estiva. Finito il bilancio, si comincia a pensare a come impiegare il tempo in Comune in agosto.Riorganizzazione segreteria, studio documenti, visione progetti, domande e risposte. Si discuterò la nostra mozione sul risparmio enerrgetico in sala rossa come esempio di una pratica che andrebbe rapidamente estesa a tutti i luoghi pubblici.

Giunta

Consiglio comunale

Commissioni

 

 

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