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dic 27 2012

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Trasporto pubblico: non ci resta che correre

AMT Genova(di Gabriele Fiannacca)

Consiglio ai nostri politici: Ridateci il “servizio pubblico” con trasporto!

Correre per spostarsi, andare a lavorare, andare a scuola, insomma per vivere. Rimedio salutare per sopperire alla morte o all’uccisione  irreversibile del trasporto pubblico.

Parafrasando il celebre film di Massimo Troisi e Roberto Benigni “Non ci resta che piangere”, ci ritroviamo improvvisamente proiettati nel passato. Ma tutto ciò non è tanto evidente, piano piano, giorno dopo giorno perdiamo piccoli pezzi di quel welfare e conquiste sociali che i nostri padri hanno ottenuto spendendo  lacrime, sudore e sangue. No, nessuna retorica, una dura realtà che cade “candida” come neve in pieno periodo natalizio.

Notizia di pochi giorni fa, che già aleggiava nell’aria dopo la delibera della Giunta comunale del 27 luglio scorso, la fondamentale  integrazione tariffaria Amt-Trenitalia  rischia di essere disdetta. Scoppia  la polemica e le commissioni comunali che trattano questo tema, passato in sordina anche a livello mediatico, sono il luogo infausto di un nulla cosmico politico mai visto.

Subito il WWF si attiva per produrre un documento (vedi allegato) che affronta il problema da ogni punto di vista riportando tutti i dati inerenti l’integrazione tariffaria, controbattendo alle innumerevoli falsità e scuse che la Giunta comunale, Trenitalia e Amt espongono per giustificare l’ultimo terribile colpo di grazia che stanno inferendo al trasporto pubblico.

Tra queste, per citarne alcune, le dichiarazioni che l’integrazione tariffaria “è un eccezione”, che non porta vantaggi per l’utenza, che non aumenta il numero di utenti del Tpl (Trasporto pubblico locale), che è un “onere” per le aziende. Peccato che altre città italiane, come Milano e Torino, non solo ritengono fondamentale la tariffazione integrata ma aumentano i servizi a fronte di una positiva tendenza di aumento di utenti che usufruiscono del trasporto pubblico. Il Comune di Milano non aumenta il prezzo degli abbonamenti da 10 anni e vede un aumento dal 2011 del 30% delle vendite. Ricordiamo che negli ultimi anni a Genova è stato tagliato pesantemente il servizio (-25% Tenitalia, -23% Amt) e sono aumentate le tariffe (siamo la città con le tariffe più alte in Italia).

Non solo, il politico, nostro dipendente pubblico, che dovrebbe essere più ferrato in materia e difendere un bene inalienabile, e cioè l’Assessore ai trasporti  del Comune di Genova Annamaria Dagnino, cerca di scaricare il barile alla Regione Liguria e afferma: “Ma come possiamo fare, sapete che un biglietto Amt/Trenitalia copre solo il 35% dei costi delle aziende?”

Bella scoperta, Assessore! Peccato che per il servizio pubblico di trasporto esiste proprio un decreto legislativo (il cosiddetto “Decreto Burlando” – Decreto Legislativo 19 novembre 1997, n. 422)  che sostiene che il prezzo del biglietto (ricavi da traffico) deve coprire un terzo dei costi operativi al netto dei costi di infrastruttura, il resto deve essere assicurato dagli enti pubblici. Con quali discorsi  qualunquisti e “aziendalisti” i protagonisti di questa vicenda giustificheranno le loro sporche manovre? Non esistono alternative per fare fronte alla grande crisi mangiatutto, irreversibile colpevole di tutti i mali? La dis-integrazione del biglietto integrato è forse mirata all’aumento degli introiti delle singole aziende? Perché aziende pubbliche (che ricevono soldi pubblici) che dovrebbero coordinarsi per garantire un servizio accettabile al cittadino (e quindi integrato), sono perennemente in competizione per rubarsi fette di mercato? Perché tanta voglia di fare grandi opere come la Gronda e smantellare nel contempo il trasporto pubblico?  Forse la politica di questi signori vuole incentivare l’uso del mezzo privato?

Alternative e progetti a medio lungo termine che permettono ricavi e sostanziali risparmi ci sono, come la realizzazione di veri assi attrezzati che di conseguenza aumenterebbero la velocità commerciale (vedi la bus via in Val Bisagno). Purtroppo assistiamo da parecchi decenni a grossolani errori metodologici o chiari indirizzi politici (dipende dal punto di vista) che danneggiano un servizio fondamentale e inalienabile per la comunità.

A completare il “delitto perfetto” ci pensa l’inaugurazione della stazione metropolitana di Brignole che mette alla luce dei dettagli che potrebbero peggiorare la situazione. Dopo 26 anni di lavori, finalmente viene terminata la nuova stazione, mancano però i convogli  necessari per garantire un regolare funzionamento del servizio e senza troppa sorpresa,  ci ritroviamo ad ascoltare le ultime dichiarazioni del Presidente Amt Livio Ravera che fanno guardare con “speranza” al futuro: «Sarà nostra occupazione nei prossimi mesi, ora le principali stazioni cittadine sono collegate dalla metropolitana. Dovremo operare una rivisitazione radicale sulle linee di superficie. Da oggi cambia tutto».

Da oggi cambia tutto? Altri tagli alle linee dei bus?  Ma certo, noi dobbiamo solo correre e rincorrere quello che ci è stato tolto, d’altronde la vita è una giungla e l’ormai costante litania “non ci sono più soldi” giustifica tutto, anche l’incompetenza. Come cittadini pretendiamo subito che gli Enti preposti governino con saggezza, competenza e serietà il sistema del trasporto pubblico integrato e non accettiamo questo ennesimo sacrificio pubblico.

Per far sentire la nostra voce, a breve indiremo una manifestazione, non politica ma civile, che speriamo possa raccogliere il favore di tutti quelli che hanno a cuore i diritti e il rispetto per i cittadini.

Documenti:

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  • Sandro

    Bisogna agire, bisogna farne immediatamente una battaglia.

    Io
    uso regolarmente i mezzi pubblici. Vivo a Genova Pra. La linea
    dell’autobus numero 1 lo scorso anno passava ogni sei minuti durante il
    giorno, oggi ha una frequenza anche di 20 minuti.

    Con il bus da Pra a Brignole impieghi anche oltre un’ora. Con il treno Pra-Brignole 30 minuti.

    I genovesi che prendono l’autobus e il treno, come me, sono molto arrabbiati! Nel ponente da Sestri in poi è impossibile farne senza.

    È una porcheria inaudita il taglio dei mezzi pubblici ed è ridicolo dire che si tagliano perché non ci sono soldi.

    Se
    è vero che bisogna disincentivare l’uso dell’auto in centro e per
    questa ragione le aree blu mettono tariffe di sosta anche superiori ai 2
    euro l’ora, allora è vero che tu Comune devi incentivare il trasporto
    pubblico e quei soldi li devi dare all’AMT.

    Ma dove vanno a finire
    quei soldi? Dovete chiederne conto perché è una vera porcheria che quei
    soldi vadano a società private e non ci siano soldi sufficienti per
    AMT. Il suolo è pubblico!

    Allo stesso tempo ho letto sui
    giornali qualche mese fa che i vigili di Genova sono i più efficienti
    d’Italia (era il titolo), leggendo meglio la notizia significa che sono
    quelli che fanno più multe in Italia. I soldi per le multe in divieto
    divieto di sosta devono essere utilizzate prevalentemente per il
    trasporto pubblico, questo vorrebbe il buon senso, ma sono sicuro che ci
    fanno cassa.

    Vi chiedo di abbracciare questa battaglia e anche di
    prendere l’autobus e di andare a parlare con gli autisti AMT dai quali
    si impara un punto di vista che è molto vicino a noi e che andrebbero
    resi partecipi, a mio avviso della protesta.

    Grazie,

    Sandro

    • http://www.facebook.com/valter.calcagno1 Valter Genoa Calcagno

      Si , sono pienamente d’accordo con te . In certi orari della giornata bisogna aspettare i mezzi per più di 20 minuti e , spesso , quando arrivano sono talmente colmi che è impossibile accedervi . In mattinata , invece , quasi sempre capita di vedere passare due mezzi , tipo il 7 , quasi vuoti , o il 18 . Ce ne è uno solitamente costipato e uno che segue semivuoto . Bisognerebbe tenere acceso il riscaldamento . La gente è incentivata a prendere il mezzo ? Si , ma se poi trova freddo , sporcizia ed altro è chiaro che se avessi un mezzo lo userei pure io …ciao.

  • http://www.facebook.com/valter.calcagno1 Valter Genoa Calcagno

    E’ chiaro che ci dobbiamo muovere tutti in qualche direzione.
    Io per iniziare proporrei di introdurre sulle lunghe percorrenze il bigliettaio a bordo dei mezzi. Uso l’autobus quotidianamente e c’è sempre qualcuno che prende la multa perchè il biglietto non lo timbra o non lo ha proprio acquistato prima di salire sul mezzo . Non si può risolvere tutto con le multe , ci vorrebbe un controllore su ogni mezzo .
    Se tutti iniziassimo a pagare il biglietto , il suo prezzo potrebbe anche ridursi .
    Sarebbe gia un passo avanti ?!

    Arrivederci . Valter

    • Sandro

      Ma tu pensi veramente che se avessero il doppio o il triplo dei soldi le cose andrebbero meglio?
      La verità è che questa classe dirigente è corrotta e incapace! Tagliare il trasporto pubblico significa colpire i più deboli.
      Perché non parliamo anche di diritto a (soprav)vivere, di reddito di cittadinanza o quantomeno ad un trasporto gratuito o agevolato per le fasce più deboli?
      Poi tassi 2 euro l’ora il parcheggio in centro (che ormai arriva sino a Sampierdarena), ed è giusto, ma dai i soldi al trasporto pubblico. Così come i soldi delle multe le restituisci al trasporto invece non è mai molto chiaro dove vadano a finire i soldi.
      Ci dobbiamo unire Valter e non cascare nelle falsa idea che il problema dell’Italia è chi non fa il ticket o lo scontrino.
      Grazie del tuo interessamento, speriamo che vengano fuori i conti dal Comune e che la cittadinanza si renda conto della situazione.
      Sandro

  • http://www.facebook.com/masala.massimiliano Masala Massimiliano

    I disoccupati senza reddito (a meno che non percepiscano un reddito dall’inps), devono pagarsi il biglietto per intero mentre un pensionato che ha un reddito di circa 20000 euro ha diritto alla tariffa agevolata. Questi schifosi chiedono pure l’ISEE. C’è una grave discriminazione sociale che va avanti da due anni ma a nessuno importa niente.
    Sempre a lamentarsi di problemi meno gravi, o a guardare sempre quanto hanno speso quelli, quanto hanno speso questi.

    A questo punto spero che il biglietto dell’autobus lo mettono a due euro e tolgano l’abbonamento e il diritto a viaggiare sul treno a tutti. Vorrei proprio vedere cosa potrebbe succedere.

    • Sandro

      Credo che ora più che mai dobbiamo stare tutti uniti, questa classe dirigente la dobbiamo mandare tutta a casa. Non è una lotta tra chi ha un po’ di più e un po’ di meno. Quelli che ci stanno ammazzando tutti non prendono l’autobus.
      Ora, finalmente, c’è una speranza: andiamo a firmare e a votare e mandiamoli a casa!
      Grazie per aver partecipato con la tua indignazione.
      Sandro